Padova, 8 giugno 2026 · Ph. Barbara Pigazzi
Pierpaolo Consigli, scultore noto in arte come PICO48, ritratto nel suo studio di Padova mentre tiene tra le braccia Rebecca, una delle sue ultime creazioni. Lo scatto, firmato da Barbara Pigazzi, documenta anche altre opere dell’artista — Anemos, Elara, Alice, Inanna e Aya — realizzate per il sito web e il nuovo catalogo dedicato alla sua produzione scultorea. Una presenza autorevole nella sezione Volti Importanti dello studio Animica.
Un incontro tra scultura e fotografia d’autore
C’è un punto in cui l’arte contemporanea smette di essere solo immagine e torna a farsi corpo, peso, gesto manuale. È lì che si colloca il lavoro di Pierpaolo Consigli, scultore che ha trovato in ARTE PICO48 una cornice capace di restituire profondità concettuale al suo percorso — e che oggi entra a far parte della galleria di Volti Importanti firmata da Barbara Pigazzi per Studio Animica.












Il percorso dell’artista
Pierpaolo Consigli si avvicina al mondo della scultura nel 2010, dopo le prime esperienze di modellato con l’argilla nel laboratorio della scultrice Alessandra Urso. Si iscrive quindi all’Istituto d’arte Pietro Selvatico di Padova, con indirizzo decorazione plastica e scultura, dove consegue il diploma di Maestro d’Arte.
Il suo percorso formativo prosegue con incontri determinanti: con il Maestro Sergio Rodella approfondisce lo studio anatomico del volto umano e la scultura su marmo; nel laboratorio di Sergio Capellini affina la tecnica del modello in cera; con Roberto Tonon, nell’ambito di Area 48, si dedica alla scultura su legno; con Simona Ragazzi lavora sul ritratto dal vero. Un’accumulazione di tecniche e sensibilità diverse che oggi convivono nella sua produzione.
Il volto umano resta da sempre, per lo scultore padovano, un elemento di forte interesse: un terreno privilegiato per la ricerca introspettiva delle emozioni e dei sentimenti, prima ancora che un soggetto formale. Nelle sue opere, Consigli cerca di far scaturire sensazioni gradevoli, lasciando all’osservatore un margine personale d’interpretazione di quel linguaggio universale e non parlato che è proprio di ogni espressione artistica. Come diceva Prospero nella Tempesta di Shakespeare, l’arte è fatta “della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni” — ed è proprio a quella materia delicata e onirica che la scultura di Consigli sembra dare forma.
Attualmente lo scultore lavora nel suo laboratorio di Teolo, immerso nello scenario dei Colli Euganei.
Il significato del progetto ARTE PICO48
Il nome del progetto non è casuale. Il richiamo a Pico della Mirandola porta con sé l’eredità di un umanesimo che cercava la sintesi tra saperi diversi, tra filosofie e tradizioni apparentemente lontane. Il numero 48, nella lettura che il collettivo ne propone, diventa invece simbolo di equilibrio: un punto di incontro tra dimensione materiale e dimensione spirituale. Insieme, questi due riferimenti definiscono l’ambizione di PICO48: non una semplice rassegna di opere, ma uno spazio dove artisti diversi dialogano attraverso geometria, numero e simbolo, nel tentativo di rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto nella struttura delle cose.
Marmo, bronzo, legno: la materia secondo Consigli
In questo contesto, la scultura di Consigli occupa un posto particolare. Marmo, bronzo, legno: materiali che richiedono tempo, fatica fisica, conoscenza tecnica accumulata negli anni — quella stessa conoscenza costruita laboratorio dopo laboratorio, maestro dopo maestro. Ma il modo in cui li tratta racconta qualcosa che va oltre la perizia esecutiva. Spesso una stessa opera convive con superfici opposte: zone levigate fino quasi a perdere consistenza fisica, e altre lasciate volutamente grezze, scabre, non finite. È un dualismo che diventa narrazione — il passaggio dal disordine alla forma compiuta, dalla materia muta a qualcosa che sembra respirare.
Tra geometria e introspezione: i temi delle opere
Le sue figure mantengono un’origine organica, riconoscibile, ma tendono verso linee che si fanno via via più geometriche, quasi a voler entrare in conversazione con il linguaggio matematico caro al progetto PICO48. Nei temi ricorrono l’introspezione, una tensione verso l’alto leggibile nella verticalità di molti corpi scolpiti, e il legame — mai ovvio, mai scontato — tra figura umana e natura.
Quando la scultura dà peso al pensiero
Quando queste sculture entrano nel circuito di ARTE PICO48, accade qualcosa che va oltre la semplice esposizione congiunta. La tridimensionalità del lavoro di Consigli dà peso fisico, quasi gravità, a un progetto che altrove si esprime spesso in forme digitali o bidimensionali. È la pietra, il bronzo, il legno che ricordano al collettivo — e a chi osserva — che anche il pensiero più astratto ha bisogno, a un certo punto, di toccare terra.
Il ritratto di Barbara Pigazzi per Volti Importanti
Il ritratto fotografico di Barbara Pigazzi, parte della collezione Volti Importanti di Studio Animica, restituisce proprio questo: non solo l’artista nel suo studio, ma il punto esatto in cui la materia scolpita incontra lo sguardo fotografico, due linguaggi diversi che si riconoscono nello stesso bisogno di dare forma all’invisibile.




