Dentro la Fondazione Dries Van Noten a Palazzo Pisani Moretta
“The only true protest is beauty” — Phil Ochs
In tempi così brutti, l’unica vera protesta è la bellezza.
Il 17 agosto 2026 sono a Venezia per la Fondazione Dries Van Noten, che ha scelto come sua nuova casa lo straordinario Palazzo Pisani Moretta, gioiello veneziano del XV secolo. Il titolo della mostra, curata dallo stesso Van Noten insieme a Geert Bruloot, è tratto da una frase di Phil Ochs: un manifesto che eleva la bellezza a strumento di provocazione e trasformazione.

Un palazzo che diventa parte dell’opera
Muoversi tra le sale di Palazzo Pisani Moretta è già di per sé un’esperienza. Affreschi settecenteschi, lampadari di vetro di Murano e pavimenti alla veneziana fanno da cornice — e da controparte — alle opere esposte, in un dialogo continuo tra architettura storica e visione contemporanea. Anche la grande scalinata d’ingresso, con le sue vetrate piombate e la luce che filtra sui gradini di pietra, prepara il visitatore al percorso che lo attende.




Le opere: Lacroix, Comme des Garçons e la scultura tessile
Nelle sale si susseguono creazioni di Christian Lacroix e Comme des Garçons: silhouette scultoree in pelle rossa e fucsia, abiti che sembrano nati dall’incontro tra couture e arte materica, parrucche voluminose che trasformano il corpo in architettura. Accanto a queste, mantelli e vesti dall’allure fiabesca giocano con stampe floreali sovrapposte, quasi arazzi indossabili.








Il rito nuziale reinventato
Una delle sale più sorprendenti custodisce una serie di abiti nuziali reinterpretati in chiave quasi liturgica: corone di perline che si concludono in una croce, veli di tulle, ricami dorati e applicazioni floreali su sete color avorio. È un vocabolario che prende in prestito dalla tradizione religiosa e sponsale veneziana per restituirlo trasfigurato, sospeso tra devozione e couture.




Materia e scultura
Accanto alla moda, la mostra include installazioni scultoree che lavorano sulla materia: un blocco cristallino color acquamarina che sembra crescere come una geode sopra un piedistallo nero, una sfera di cristallo che restituisce in negativo le vetrate piombate del palazzo, un nodo organico interamente rivestito di piume che ricorda la trama di una pelle di serpente. Sono presenze quasi minerali, che rispondono in silenzio al lusso barocco delle sale.



Steven Shearer e il sonno come emozione
Il punto più intenso del percorso resta la serie fotografica di Steven Shearer, che ritrae soggetti addormentati esplorando il sonno e le emozioni che porta con sé. Le proiezioni monumentali — un volto reclinato in un giaccone di pelle, un profilo segnato da un tatuaggio improvvisato, un corpo disteso accanto a una natura morta barocca fatta di fiori e whisky — dialogano apertamente con i dipinti classici del palazzo, mettendo a confronto due modi distanti nel tempo di rappresentare l’abbandono del corpo.
A colpire più di tutto è un piccolo libro fotografico aperto su un tavolo, con decine di scatti minuscoli di persone — e animali — addormentate: sembra un archivio privato, quasi un diario per immagini, ed è forse la chiave più autentica per capire da dove nasca questa ricerca sul sonno.








Vedere questi scatti accostati alle creazioni di Lacroix e Comme des Garçons — corpi abbandonati al riposo, silhouette scultoree, un intero libro di sonni altrui — è ciò che mi ha coinvolta più di ogni altra cosa: c’è qualcosa di universale e disarmante in quello stato sospeso, che non conosce finzione.
Un dettaglio che racconta il palazzo
Anche i particolari architettonici del palazzo — un dipinto settecentesco tra due candelabri, in una sala tappezzata di broccato rosso e oro — meritano uno sguardo lento: sono la cornice silenziosa in cui la mostra prende vita.

Dries Van Noten a Venezia, oltre la mostra
Qualche mese prima dell’apertura, nel maggio 2026, Dries Van Noten era già a Venezia — questa volta ospite nell’atelier di Sigrid de Montrond a Palazzo Bragadin, sede di Atelier Visconti. Anche Barbara Pigazzi era presente, e ha immortalato il momento in un ritratto di Sigrid de Montrond con Van Noten come ospite.

THE ONLY TRUE PROTEST IS BEAUTY Fondazione Dries Van Noten Palazzo Pisani Moretta, Venezia 25 aprile – 4 ottobre 2026
Fondatori: Dries Van Noten e Patrick Vangheluwe Curatela e scenografia: Dries Van Noten con Geert Bruloot fondazionedriesvannoten.org
Reportage fotografico e narrativa: Barbara Pigazzi 📷 Guarda il servizio completo su Instagram




